Storia del Vino Nel
Lazio la vite era già coltivata nei secoli precedenti la
fondazione di Roma anche se a quei tempi le popolazioni si
dedicavano prevalentemente alla pastorizia. In
Etruria e a Roma, per convincere i contadini a potare la
vite il re Numa Pompilio dovette proibire il vino di vigne
non potate di adoperare nei sacrifici agli dei. I
vini laziali venivano spesso lasciati alla plebe ed i patrizi
preferivano quelli più prelibati provenienti anche dalla Gallia
(Francia)e dalla Germania che dopo aver sostato nel porto di
Ostia, venivano portati da capaci barconi che, risalivano il
Tevere con l'aiuto di buoi, nei depositi del Portus Vinarius che
doveva essere ai piedi dell'Aventino.
Sisto V occupa un posto preminente nella storia del vino anche per la poderosa opera del suo medico che è il primo autentico trattato enologico di cui possiamo parlare. Con Paolo III Farnese (1534 - 1549) che fu il maggiore e più famoso consumatore e intenditore di vini dei suoi tempi, apparve la carta dei vini con i nomi e la località di produzione; Leone
X piantò i ricchi e ricercati vigneti della Magliana; Giulio III
costruì la bella vigna di Papa Giulio. L'editto di Leone XII del 1824 che stabiliva che le osterie dovessero chiudere l'ingresso con un canceletto (il suo successore Pio VIII abolì i canceletti); era consentito comprare il vino e portarselo via, ma non di sostare a bere, ma non a mangiare per cui i Romani facevano fagotto del proprio pranzo o della propria cena e li consumavano all'osteria .Nacque così il termine "fagottaro" colui che con l'aiuto di un telo si porta il mangiare da casa.Con l'unità d'Italia persino i Piemontesi dopo il 1870 divennero "fagottari" ,per quanto vari editti sabaudi vietavano loro di mangiare nelle Osterie, la tendenza ancora sopravvive delle cosi dette fraschette dei Castelli Romani. Nel 1854 apparve un libretto di Alessandro Rufini "Notizie storiche intorno all'origine dei nomi di alcune Osterie, Caffè, Alberghi e locande esistenti nella Città di Roma" da cui si può calcolare che le Osterie erano 712 di cui 139 erano senza nome.Un numero di Osterie enorme in rapporto alla popolazione, ma fin dal Medio Evo il retroterra romano fu tutto un susseguirsi di vigne che dai Colli Albani arrivavano fino alle mura aureliane Lo stesso anno (1854) papa Pio IX fondò l'Università dei mercanti di vino che raccoglieva magazzinieri ,osti, tavernieri, e albergatori con sede nella chiesa di Santa Maria in Trivio ancora oggi,nel cortile si può vedere lo stemma (il sole che illumina una vite piena di uva).
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PROTOURISM
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